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Perché restiamo aggrappati ad una relazione finita

Le relazioni umane sono una parte essenziale della nostra vita. Sono i legami che costruiamo con gli altri che danno significato e colore alla nostra esistenza. Tuttavia, a volte ci ritroviamo in relazioni che sembrano non avere fine, nonostante le difficoltà o i problemi che possano sorgere.

Perché, ci chiediamo, non riusciamo a staccarci da queste relazioni? La risposta è molto concreta e potrebbe non piacere a tutti.

Spesso, il motivo per cui ci aggrappiamo a certe relazioni è profondo e complesso. Vediamo in quelle connessioni una parte della vita che ci manca.

Sia che si tratti di affetto, di avventura o di stabilità, queste relazioni soddisfano in noi un bisogno che altrimenti rimarrebbe insoddisfatto. Questo bisogno insoddisfatto diventa una forza trainante, spingendoci a rimanere ancorati anche quando sembrerebbe più saggio andare avanti.

Realtà è idealizzazione

In molte occasioni, idealizziamo questa relazione finita!

Le vediamo come qualcosa di perfetto, come una fonte infinita di felicità e appagamento. Ma questa perfezione è spesso solo un’illusione. In realtà, le cose sono complesse e sfaccettate, con alti e bassi, e l’idealizzazione può distorcere la nostra percezione della realtà.

relazione

Ci concentriamo sulle cose positive, ignorando o minimizzando gli aspetti negativi, sperando che le cose miglioreranno con il tempo.

Quello che cerchiamo in queste relazioni finite e ideali, ciò che ci manca nella nostra vita. Può essere un senso di appartenenza, di avventura, di amore incondizionato o di sicurezza finanziaria. La ricerca di questi elementi mancanti ci spinge a rimanere attaccati a relazioni che altrimenti potremmo abbandonare.

L’inganno mentale

La psicologia ci insegna che la motivazione umana è spesso guidata dalla ricerca di soddisfazione dei nostri bisogni fondamentali. Abraham Maslow, ad esempio, ha sviluppato la sua famosa “Piramide dei bisogni” per spiegare come le persone cercano di soddisfare una serie di esigenze, partendo da quelle più basilari come cibo e sicurezza fino a quelle più elevate come l’autostima e l’autorealizzazione.

Quando una relazione ci offre la possibilità di soddisfare alcuni di questi bisogni, diventa difficile lasciarla andare, ed è li che pensiamo sia merito di quella persona, quando in realtà non è così.

La chiave per affrontare questa situazione è la consapevolezza. Dobbiamo riconoscere i bisogni che cerchiamo di soddisfare attraverso queste relazioni e valutare se esistono alternative più sane e sostenibili per raggiungere tali obiettivi. È importante ricordare che nessuna relazione è perfetta, e la ricerca costante della perfezione può portare a un ciclo interminabile di delusione e insoddisfazione.

Invece di idealizzare le relazioni finite, potremmo concentrarci sulla costruzione di una vita più completa e soddisfacente che includa diverse fonti di appagamento per i nostri bisogni fondamentali. Questo potrebbe comportare lo sviluppo di nuove amicizie, l’esplorazione di nuovi interessi o la ricerca di aiuto professionale per affrontare le sfide personali che ci impediscono di muoverci avanti.

Per rompere questo ciclo, dobbiamo essere onesti con noi stessi, riconoscere i nostri bisogni e cercare soluzioni più sane per soddisfarli. Solo allora saremo in grado di liberarci da relazioni che non ci servono più e aprire la porta a nuove opportunità e a una vita più piena.

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